11 pubblicità che nascondono messaggi subliminali

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Di certo lo conosciamo tutti, e di certo ci saremo anche accorti della freccia gialla/sorriso, simbolo lampante della soddisfazione del cliente. Chissà quanti, però, hanno fatto caso alle lettere coinvolte nel suo percorso. Chiarissimo il significato: da noi si trova di tutto, dalla a alla zeta.
Quello di FedEx è uno degli esempi più famosi, per quanto riguarda lo studio dei messaggi subliminali nei loghi corporate, soprattutto per la disinvoltura con cui, nel caso specifico, il messaggio stesso viene celato. Nessun artificio, infatti: soltanto una freccia generata dallo stesso font, visibile tra la “e” la “x”, e simbolo naturalmente di movimento ed efficienza.
Le due T al centro vi fanno forse venir fame? Tutto nella norma. Il brand di tortillas Tostitos nasconde infatti nel suo logo le sagome di due amici che condividono chips e salsa. Grandiosa la capacità del logo di trasmettere, con la sola forza dell’immagine, sentiment di “friendship” e “togetherness”.
Un gorilla e un leone che si osservano o il profilo di un albero? Lo zoo di Pittsburgh azzarda con il paradosso delle figure reversibili restituendoci un’immagine che sa di natura al cento per cento.
Toblerone, azienda famosissima soprattutto per i torroni, ha sede a Berna, notoriamente definita “The City Of Bears”. L’omaggio nascosto alla capitale svizzera si riscopre nella sagoma dell’orso, abilmente incorporato nelle linee della montagna.
Digitale e analogico si fondono alla perfezione nel famosissimo logo dei portatili Sony. Se infatti le prime due lettere rappresentano in realtà il segnale analogico di base, la “i” e la “o” richiamano rispettivamente l’1 e lo 0 del codice binario. Uno dei pochi in casi in cui è stato il logo a dare il nome al brand.
Leggermente più astratto rispetto agli altri esempi, il logo del Tour de France trasmette un’incredibile sensazione di movimento “attivo”. Quella che a prima vista sembra una scritta con lo sfondo del sole contiene in realtà le forme stilizzate di un ciclista in azione.
Frutto da tempo di accesi dibattiti sull’etere, l’eterno dubbio sull’origine del logo LG sembra finalmente aver trovato pace. La versione universalmente condivisa lo vedrebbe come un omaggio alla cultura videoludica degli anni ‘80 (Pacman) o forse, più semplicemente, al mood luccicante dell’epoca.
Un logo “minore” ma stilisticamente splendido: la postura del corpo della ragazza è solo un pretesto per delineare la sagoma della mappa australiana.
Più che un messaggio subliminale, una vera e propria case history.
Cosa accadrebbe se Coca-Cola e la Danimarca (statisticamente il Paese più felice del mondo) diffondessero gioia insieme? La sfida della beverage company più famosa del mondo si traduce in un ambient basato su un assunto tanto semplice quanto geniale: la bandiera danese può essere scorporata dal logo Coca-Cola.

L’installazione di un distributore di bandierine in un aeroporto ha fatto il resto (video sotto). Immediato il successo: oltre 2.400 i gadget regalati, che hanno dato il benvenuto ad oltre 250.000 persone da più di 30 Paesi. Minimo sforzo, massima resa. Comunicativamente parlando, difficile immaginare di meglio.

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