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Rapporti sessuali con la madre 75enne, uomo condannato per incesto a Milano

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Condannato a un anno e sei mesi per incesto. È quanto hanno deciso i giudici per un 54enne milanese, accusato di aver avuto rapporti sessuali con la madre 75enne. Era stata la sua ex moglie ad avanzare i sospetti nei confronti dell’uomo, dopo continui presunti tradimenti, avvalorati ancor più dalla seguente separazione. “So che sembra assurdo, ma ho ragione di pensare che l’amante di mio marito sia sua madre”, aveva dichiarato sconcertata al giudice civile, che in un primo momento non ci voleva credere, pensando che la donna fosse solo molto traumatizzata per la fine del matrimonio. Convinta più che mai la donna procedette con la denuncia, e la sua la tesi venne anche confermata dalla badante della 75enne, che a suo dire aveva assistito più volte ai rapporti incestuosi fra i due.

Condannato per incesto: il rinvio a giudizio nel 2013
A giugno 2013, il giudice per le indagini preliminari, con decreto di rinvio a giudizio, decise di mandare l’uomo a processo, con l’accusa di minacce nei confronti della ex moglie, e per aver commesso incesto con la madre, derivando pubblico scandalo, come stabilito dall’articolo 564 del Codice penale. Secondo il giudice, i due “avrebbero adoperato un comportamento deliberatamente ostentato o quantomeno incauto, non curanti della presenza della badante della donna ormai 75enne. Nello specifico, avevano plurimi rapporti sessuali, che avvenivano nella camera da letto la cui porta a vetri consentiva alla badante di potere guardare cosa avveniva”. L’ex moglie aveva però denunciato solo il 54enne, e di conseguenza compare solo lui come responsabile di incesto. La madre, quindi, risulta esclusivamente come persona offesa, anche se i fatti lascerebbero pensare il contrario: se così non fosse stato, d’altronde, per l’uomo sarebbe incorsa una causa per violenza sessuale. Come si legge su Repubblica, considerato l’incesto come un reato plurisoggettivo sembra poco consono condannare solo una persona: per tale ragione, l’avvocato difensore dell’imputato ha annunciato di voler procedere al ricorso in appello, motivandolo così: “Perché vi sia incesto è necessario il pubblico scandalo, ed è discutibile che possa configurarsi nel caso in cui il testimone sia uno solo”.

 

Gaetano Boncuore

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