Sembra che mediterà in eterno questo monaco ritrovato pochi giorni fa in Mongolia.
Poche le informazioni trapelate, inclusa questa fotografia. I ricercatori hanno stimato che la mummia abbia circa 200 anni, ma la cifra dovrà essere confermata da ulteriori analisi.
Non è un primo caso, e infatti la pratica della mummificazione non è infrequente tra i monaci buddhisti la cui religione, pur scritturalmente incentrata sull'”anima” più che sul corpo, come le altre ha subito numerose contaminazioni animiste secondo le quali l’incoruttibilità del corpo sarebbe un segno di santità.
Oltre a richiedere spesso l’imbalsamazione, alcuni monaci ricorrono alla pratica estrema del Sokushinbutsu, un’incredibile rituale di auto-mummuficazione che inizia rimuovendo dalla propria dieta di cibi grassi e umidi (lasciandovi solo semi e frutta a guscio) e intraprendendo un rigoroso regime di attività fisica per “prosciugare” il corpo dalle sostanze di più facile decomposizione. Dopo qualche tempo (anche tre anni) di queste pratiche, il gesto culminerà con l’ingestione di erbe e altri cibi velenosi, che li porterà alla morte e contribuirà alla conservazione del corpo, probabilmente inibendo lo sviluppo di batteri.

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