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Pesce di Sant’Andrea

Sant'Andrea
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Sant’Andrea sta per arrivare! In occasione della ricorrenza  è usanza diffusa nella Tuscia, e in particolare a Viterbo regalare dei pesci di cioccolato ai bambini, ai familiari o alla persona di cui si è innamorati. Un po’ come le uova di cioccolata a Pasqua.

L’origine dell’usanza

La tradizione del pesce di cioccolato si racconta sia nata presso la Chiesa di Sant’Andrea. La Chiesa  del XII secolo è sita in  Pianoscarano, uno dei quartieri più antichi di Viterbo. Stando ai racconti degli anziani del posto, in occasione della ricorrenza di Sant’Andrea il parroco di questa chiesa era solito mettere nell’acquasantiera un pesce di cioccolato per ogni sacrestano e uno per il vescovo.

Da qui l’usanza si sarebbe estesa prima al quartiere e poi all’intera città.

Il Pesce di Sant’Andrea

La ragione dell’adozione del pesce come simbolo della festa è da ricercare nella biografia di Sant’Andrea.

Andrea, infatti, era in origine un pescatore, conobbe Gesù, lo fece incontrare al fratello, Simone detto Pietro, il Papa.  Andrea e Simon Pietro divennero discepoli di Gesù, condividendo la condanna a morire crocefissi.

Un’altra versione spiega l’origine del simbolo con il fatto che fu Sant’Andrea a presentare a Gesù il bambino dei pani e dei pesci che egli moltiplicò per sfamare migliaia di persone.

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